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Chi si da all'alpinismo con i soli muscoli si ritrarrà da esso dopo pochi anni. Chi è alpinista col cervello e col cuore saprà trovarvi valori tutta la vita, tanto da giovane quanto da vecchio. - G. von Saar, alpinista

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23 maggio PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca   
Martedì 18 Maggio 2010 08:08
 
DOMENICA 23 MAGGIO

ESCURSIONE
NEL PARCO REGIONALE DEL MONTE CUCCO

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DALLA VALLE DELLE PRIGIONI
A PIAN DELLE MACINARE 
  
A cinque anni esatti ritorniamo in questo angolo incantevole della nostra regione.
Anche questa volta, per dare la possibilità ad un numero elevato di Soci di partecipare, ho pensato di dividere questa escursione in due parti.
La variante, più impegnativa ma senz’altro consigliata, permette di raggiungere, dopo una sosta a Pian delle Macinare, il M. Cucco (1566 m), una delle cime più panoramiche dell’Appennino.
Chi rimane a Pian delle Macinare, dovendo aspettare, può, qualora lo voglia,, impegnarsi in un’impresa altrettanto “impegnativa”………. un bel pranzo al ristorante “IL CAPRICCIO” (cucina casalinga, specialità alla brace e al tartufo)
 
Da Fossato di Vico si raggiunge il Valico di Fossato e quindi si segue la strada provinciale per Sassoferrato; poco prima del passaggio a livello adiacente alla stazione ferroviaria di Bastia/Rucce, deviazione per Bastia, Rucce, Vinacce, Perticano. Giunti al centro di questo paese seguire le indicazioni per Pascelupo. Prima di giungere a questo antico borgo si incontra un piccolo gruppo di case (Marchegiano) dove si parcheggiano le auto.
L’escursione inizia in discesa direzione Casa il Sasso (435 m.) fino alla confluenza del Rio Valle delle Prigioni nel Rio Freddo.
In prossimità della casa, sulla destra, inizia il sentiero n° 5 che risale interamente la Valle delle Prigioni.
Tipica valle a “ V “, solitaria e selvaggia che può definirsi, a ragione, un vero piccolo angolo di paradiso.
Ricoperta da rigogliosi ed estesi boschi che con il loro verde cupo contrastano con gli ammassi di calcare massiccio che li dominano offre uno scenario suggestivo a chiunque abbia la fortuna di percorrerla.
Questa austera ed “impenetrabile” valle, frutto dell’erosione operata dall’omonimo Rio che la solca, è stata scelta, nell’antichità, dagli eremiti proprio perché vista come una prigione per il corpo ed il luogo ideale dove elevare l’anima ad una contemplazione sublime.
Il sentiero risale dolcemente la vallata seguendo il tracciato di un acquedotto fino ad infilarsi, per superare uno sperone roccioso, all’interno di un tunnel, lungo circa 30 m., costruito appositamente per il passaggio della conduttura dell’acqua.
Il passaggio in questo cunicolo non è molto agevole. Chi non se la sentisse di attraversarlo, può prendere, più a valle, in prossimità di una fonte, la variante del sentiero 5bis che incrocia nuovamente il sentiero principale nel punto più stretto della valle dove si rimane colpiti dall’austerità della natura fino a perdere il fiato quando si giunge sotto la cosiddetta “Scarpa del Diavolo”: un gigantesco masso di calcare massiccio, che sembra quasi sospeso in aria, sovrasta chi cammina e l’ambiente circostante, incutendo un senso di stupore e al tempo stesso di timore reverenziale verso un natura così maestosa.
Il sentiero ora inizia a salire molto decisamente e la valle lentamente si allarga fino a giungere alla sua  
 
 
diramazione a dx il Fosso di Beto e a sx il Fosso del Cupo.
Il sentiero n° 5, dopo aver superato le prese dell’acquedotto, risale il Fosso del Cupo per mezzo di una ripida carrareccia e, mano a mano che ci si alza e il bosco si dirada, sono possibili ampie vedute sulle vaste praterie del M. Motette e sulla Valle delle Prigioni appena percorsa.
La carrareccia, diventata ora una comoda carrabile proveniente da Scheggia, conduce, tra splenditi boschi di faggio dove è possibile ammirare maestosi esemplari di agrifoglio, alla Fonte dell’Acqua Passera di origine carsica.
Si è ormai prossimi allo spettacolo di ampi prati fioriti che si aprono di fronte all’escursionista: si è giunti a Pian delle Macinare.
La variante proposta alla cima del M. Cucco (1566 m.), prevede la risalita della Val Rachena con il sentiero n° 2 e il ritorno a Pian delle Macinare facendo il periplo del massiccio utilizzando il sentiero n° 1 avendo così la possibilità di osservare i magnifici scorci sulla Valle del Rio Freddo.
Dopo la sosta rilassante e il ricongiungimento del gruppo si inizierà il percorso di ritorno che, nel primo tratto, ripercorre in senso inverso l’ultimo tratto di percorso fatto all’andata fino a quando il sentiero n° 4 inizia a scendere decisamente, allontanandosi dalla sterrata, all’interno del bosco con una serie di tortuosi tornati che rendono più agevole il tragitto considerato il notevole dislivello da superare. Attraversando quote diverse si avrà la possibilità di incontrare vari tipi di vegetazione che corrispondono alle varie fasce altitudinali.
Si giunge così ad incrociare una strada carrozzabile che sale dal fondovalle. Nelle vicinanze sorge l’Eremo di San Girolamo risalente al secolo XI°: arroccato alla base di un anfiteatro roccioso con grotte sulla parete scoscesa che sovrasta la Valle del Rio Freddo.
L’Eremo, è stato centro culturale di rilievo fino ai primi anni del secolo XIX, salvo poi lentamente decadere; nel 1974 fu chiuso e cadde in completa rovina fino al 1981 quando vennero iniziati i restauri. Lavori che hanno tolto all’Eremo l’antica suggestione. Al posto dello stretto e ripido sentiero necessario per raggiungerlo c’è ora una discutibile strada asfaltata. L’Eremo che vediamo oggi è il risultato di un restauro che molto ha aggiunto e poco ha conservato. Nel 1992 è stato riaperto ad opera degli eremiti camaldolesi di Monte Corona che, secondo la costituzione del loro ordine, rifuggono la presenza di persone nell’Eremo (quindi il luogo non è visitabile). Dopo una sosta per riposare e ammirare il posto si riprende la discesa per la carrozzabile che, dopo una serie di tornanti, raggiunge la località Casa il Sasso (435 m.) dove si concluderà questa escursione.
 
Considerato il notevole dislivello e la lunghezza del percorso l’escursione è consigliata a persone allenate e
Mentalmente ben disposte ad affrontare questo tipo di impegno.
 
CARATTERISTICHE DEL PERCORSO
 
PERCORSO AD ANELLO
 
DISLIVELLO COMPLESSIVO           699 m                                      Per la variante al M. Cucco aggiungere altri 432 m
 
TEMPO DI PERCORRENZA             5,50 h (circa)                               “          “        “       “                “          altre 3,0 h (circa)
 
DIFFICOLTA’                                     E (escursionistico)                       “           “        “       “         E E (escursionisti esperti)
 
EQUIPAGGIAMENTO                       Abbigliamento da montagna. Mantella per la pioggia. Scarponi ben rodati.
 
PROGRAMMA:                                - Ore 7,30 Partenza con mezzi propri da Via Gran Sasso (Piazzale antistante la Pizzeria/Bar WINNER)  
                                                           - Ore 9,00/9,30 inizio escursione;
 - Ore 13,00 (circa) pranzo al sacco – Possibilità di pranzare al ristornate “IL CAPRICCIO”                      
 - Rientro a Foligno in serata.
 
 
DIRETTORE DI ESCURSIONE         LORETI DOMENICO    Tel. 0742 670511            Cell. 3299274890                       
 
 
Ultimo aggiornamento Martedì 18 Maggio 2010 15:25
 
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