Il Vettore in veste invernaleIl Vettore in veste invernale

Frequentare la montagna in inverno è un privilegio da concedersi a tutti i costi. La bellezza che ci regala l’ambiente montano innevato è così emozionante da valere il freddo e lo sforzo che c’è da compiere in questa stagione.
Ovviamente le raccomandazioni si moltiplicano, perchè i pericoli aumentano.

Grandi cornici sulla cresta del TerminilloGrandi cornici sulla cresta del Terminillo.

Valutare bene le condizioni è importante per capire se la salita può essere effettuata in sicurezza (se, ad esempio, le temperature sono elevate semplicemente perchè si è fatto tardi e il sole è ormai alto, potrebbe essere prudente non avventurarsi sotto queste masse di neve incombenti create dal vento che potrebbero bout use other. staccarsi e piombarci in testa o generare una valanga).

La quota relativamente bassa delle nostre montagne, infatti, rende doverosa l’attesa delle condizioni del manto nevoso necessarie per una salita sicura e divertente.
Con la neve, anche i pendii apparentemente innocui possono trasformarsi in trappole senza via di scampo.
Bisogna quindi considerare il pericolo delle valanghe tenendo presente il meteo in atto e quello dei giorni precedenti alla salita, prendere in esame l’esposizione del versante su cui si vuole andare per calcolare bene l’orario di partenza, tener conto della lunghezza della via considerando che l’avvicinamento può richiedere molto più tempo che con la bella stagione e che quindi c’è la possibilità di trovarsi in parete che si sta facendo notte (le giornate d’inverno sono molto più corte…), scegliere un approccio moderato per accumulare esperienza senza correre rischi notevoli e in generale, essere capaci di tornare sui propri passi senza forzare la salita se qualcosa ci rende insicuri sul suo esito.

Sulle nostre montagne, infatti, dobbiamo essere in grado di attendere le condizioni giuste, magari facendo qualche ispezione o tentativo.
Bisogna inoltre essere capaci di muoversi in sicurezza con i ramponi ai piedi, la piccozza o le piccozze in mano, imbottiti di abiti pesanti fin sopra i capelli e avere una discreta voglia di faticare.
Solo così si riuscirà a trarre da questa magnifica attività tutta la soddisfazione che ne deriva.

sul traverso del Canalone Maurizi al Pizzo del Diavolosul traverso del Canalone Maurizi al Pizzo del Diavolo

il primo tiro del canalone Maurizi -Pizzo del Diavolo-il primo tiro del canalone Maurizi -Pizzo del Diavolo-

MONTE VETTORE

Iniziamo anche questa sezione dedicata alle salite invernali con il Vettore.
Distingueremo sempre le zone specificando l’esposizione, così da poter fare le giuste valutazioni riguardo gli orari e le possibili condizioni del manto nevoso.

PARETE SUD-EST: Cresta del Galluccio (AD; 1300m, 55°)

Vettore, parete sud-estVettore, parete sud-est. La cresta del Galluccio è quella sulla destra.
Si raggiunge per canali (non visibili in foto) che partono da un grosso gendarme roccioso.
Si sale intuitivamente e si raggiunge la cresta vera e propria più o meno dove inizia a comparire sulla foto.

La parete sud-est del Vettore è quella oltre forca di Presta, versante Marchigiano della montagna. E’descritta in maniera dettagliata nella sezione salite su roccia.

Provenendo da Castelluccio di Norcia e oltrepassando forca di Presta, ci si presenterà davanti l’imponente versante meridionale della nostra montagna, chiuso a destra da una ripida cresta che si risale sfruttando i canali innevati alla sua base.
E’questa la cresta in oggetto.
E’una salita magnifica! L’impressione è quella di stare su di una montagna vera!

Percorriamo dunque la strada oltre forca di Presta in direzione Pretare e, giunti al suo termine, giriamo a sinistra in direzione Montegallo. Continuiamo ancora un po’fino ad arrivare al Passo del Galluccio, valico all’estrema destra della parete (guardandola).
Lasciata l’auto, iniziamo a dirigerci verso la cresta percorrendo un po’a casaccio i colli sotto la parete.
Bisogna puntare ad un grosso sperone roccioso alla base della cresta. Noi l’abbiamo raggiunto percorrendo un evidente canalino che solcava il bosco.
Iniziamo dunque a salire costeggiando a sinistra questo tozzo sperone per un canale non troppo ripido (40°/45°).

Continuiamo a salire per via evidente superando una fascia rocciosa per un intaglio al centro.

Quando l’ambiente si allarga e si fa più ripido, andremo a cercare, obliquando verso sinistra, il più marcato canale che incide il pendio da superare. Qua la pendenza aumenta, siamo intorno ai 50°.

Non appena scorgeremo la possibilità di andare a destra verso la cresta vera e propria, lasceremo il canale, percorreremo il pendio con passaggi via via più ripidi, sbucando in cresta.
La vista spazierà ora sul vasto imbuto del versante est del Vettore e ci sentiremo davvero in alto!

Volgiamo i nostri passi a sinistra e percorreremo tutta la cresta, che diventerà sempre più larga e sempre più facile (non per questo meno faticosa…).

Dopo diversi saliscendi e superata la cima di Pretare (il Pizzo), arriveremo in cima al Vettore.
Per la discesa valgono le considerazioni riportate sulle salite di roccia.

quando l'ambiente si allarga e si inizia a puntare verso sinistra per poi piegare a destra e sbucare sulla cresta“quando l’ambiente si allarga e si inizia a puntare verso sinistra per poi piegare a destra e sbucare sulla cresta”.

Canale dei Mezzi Litri (F+; 1000m, 45°)

Il canale dei Mezzi Litri può rappresentare una valida iniziazione a questo tipo di salite.
E’infatti facile da percorrere dal punto di vista tecnico, ma pur sempre faticoso dato il buon dislivello.
E’necessario aspettare un buon assestamento del manto nevoso e, vista l’esposizione a sud-est, è consigliabile attaccare presto per sfruttare la bassa temperatura che mantiene dura la neve.

Si tratta del primo canale che si incontra superato il valico di Forca di Presta per chi proviene da Castelluccio.
E’reso evidente dal fatto che è delimitato a destra da alti torrioni rocciosi e si riconosce perchè porta in maniera diretta alla sella delle Ciaule e al rifugio Zilioli.

Parcheggeremo la macchina nell’ampio slargo a due chilometri circa da Forca di Presta e punteremo al canale per pendii via via più ripidi fino ad imboccarlo all’altezza, più o meno, dei torrioni di roccia che lo chiudono a destra.

Si risale il canale con una pendenza che non va oltre i 45° e si sbuca su un ripiano dove è costruito un piccolo casale.

Da qui, per il pendio sotto la sella delle Ciaule, raggiungeremo il rifugio Zilioli e la vetta.

Per la discesa, se il canale è ancora in buone condizioni, potremmo di nuovo sfruttarlo, altrimenti usiamo il percorso dove passa il sentiero di salita estivo e, giunti alla strada torneremo alla macchina.

L'ampio crestone che dalla sella delle Ciaule (dove è costruito il rifugio intitolato a Tito Zilioli) porta sulla cima del Vettore
L’ampio crestone che dalla sella delle Ciaule (dove è costruito il rifugio intitolato a Tito Zilioli) porta sulla cima del Vettore

PIZZO DEL DIAVOLO

Il Pizzo del Diavolo e la valle del Lago di Pilato hanno un grande fascino, reso fiabesco, in inverno, dal bianco della neve.
L’imponenza di questo luogo è addirittura austera in questo periodo. Gli accessi diventano severi e il freddo è a dir poco scoraggiante.
Con un po’di buona volontà e tanta prudenza però, potremmo godere della vista di questa montagna affascinante e, magari, percorrerne anche qualche via.
Iniziamo con delle raccomandazioni.
I tempi per raggiungere la zona del Lago (coperto dalla neve d’inverno e quindi invisibile) e quindi raggiungere
gli attacchi delle vie, si moltiplicano (è possibile impiegare anche tre ore o più). Bisogna tenerne conto per poter trovare delle buone condizioni durante la salita.
Inoltre l’accesso consigliato è quello da Forca di Presta, perchè la vallata interna del Vettore è valangosa.
Bisogna tenere presente che il passaggio obbligato sotto lo Zilioli che da’accesso alla valle del Lago può anche presentare delle difficoltà tecniche. La parte finale del pendio che si restringe a canalino (dove d’estate iniziano le roccette) può essere ghiacciato, ed è perciò da percorrere con la massima attenzione vista la notevole pendenza (possibilità di corda doppia).
Si consiglia quindi, a costo di una levataccia o di una notte quasi insonne, di avvicinarsi alla montagna di notte ed attaccare le vie molto presto.
Anche la discesa sarà poi più impegnativa nella stagione invernale, anche se molto più appagante da un punto di vista estetico.
E’ necessario dunque un buon allenamento e una discreta resistenza, oltre ad una adeguata preparazione tecnica per affrontare le imprevedibili condizioni della neve “appenninica”, che possono variare di molto anche lungo la stessa via.

La bella cresta che unisce la vetta del Pizzo del Diavolo alla cima del Redentore Canale Maurizi (350m; AD/55°-60°)La bella cresta che unisce la vetta del Pizzo del Diavolo alla cima del Redentore Canale Maurizi (350m; AD/55°-60°)

Splendida via che attraversa il versante est del Pizzo del Diavolo, percorrendo un evidente canale che con estrema logicità ci porterà dritti dritti in cima alla nostra montagna.
Scendendo dallo Zilioli noteremo subito quest’intaglio tra le strutture delle pareti e sarà istintivo immaginare di salire da la’!
Data l’esposizione e la conformazione delle rocce che chiudono il canale, si consiglia di partire presto e risolvere tutto prima che il sole scaldi troppo la parte alta, dalla quale può venir giù qualche bel sasso.

Il Pizzo del Diavolo in una magnifica e gelida giornata di Gennaio.Il Pizzo del Diavolo in una magnifica e gelida giornata di Gennaio. Il canale Maurizi è quello a sinistra, parzialmente in ombra, al di sopra dei massi che spuntano dalla neve. Divide la struttura del Castello da quella di Punta Maria.

Il canalone Maurizi è situato tra il Castello e la Punta Maria, due nette strutture rocciose che caratterizzano il versante orientale del Pizzo del Diavolo.
La pendenza è più o meno costante lungo tutta la via e si attesta intorno ai 60°.
Inizieremo a risalire l’evidente canale finchè, dopo circa tre tiri di corda (150 mt), si apre un anfiteatro tra splendidi torrioni rocciosi.
Da questo slargo traverseremo decisamente a destra per circa trenta metri, ad oltrepassare lo spigolo che ci occulta la vista sul resto della via.
Appena girato l’angolo comparirà davanti a noi un meraviglioso canalino che con altri due divertentissimi tiri, si allargherà in un pendio dal quale usciremo verso destra.
Prenderemo il primo canale (molto stretto) che ci sembrerà uscire in vetta e, con un altro centinaio di metri di scalata, ci troveremo sotto la cresta sommitale del Pizzo, appena a sinistra della vetta.
Percorrendo la cresta (molto bella) verso sinistra ci troveremo sulla cima del Redentore.
A questo punto torneremo alla macchina ripassando dal rifugio Zilioli.

il tracciato della viail tracciato della via

Canalone nord (300m; D/D+; 70°,III+/IV)

Il canale nord del Pizzo del Diavolo è una salita di tutto rispetto. Le difficoltà sono piuttosto sostenute e continue per la maggior parte della via.
Da non trascurare il fatto che solo arrivare all’attacco della via è una mezza impresa, vista la lunghezza dell’avvicinamento e la severità di quel magnifico luogo che è la valle del lago di Pilato in inverno.
Considerare che si sta scalando su di un versante nord, quindi durante tutta la salita, che può richiedere anche sei o sette ore, si starà sempre in ombra con temperature che arrivano anche a molti gradi sotto lo zero.

il tracciato della via con le varie possibilità descritteil tracciato della via con le varie possibilità descritte

L’itinerario consigliato per arrivare all’attacco è sempre per la via normale del Vettore che passa dal rifugio Zilioli.
Una volta scesi all’altezza dei laghi (invisibili ovviamente, perchè ricoperti da metri e metri di neve), bisogna portarsi sul versante nord (gelido!) del Pizzo del Diavolo.
Una volta oltrepassato lo spigolo quindi, sceglieremo se salire direttamente alla conca nevosa sfruttando i canalini che incidono la parte bassa della parete (da fare assicurandosi perchè la pendenza è già rilevante, consigliabile per dare omogeneità alla salita aggiungendo un centinaio di metri molto carini -linea celeste della foto-) individuando ad intuito i passaggi via via migliori, oppure risalire il pendio fino al limite della conca e traversare poi per terrazzi nevosi fino all’attacco della via (più facile anche se più faticoso e comunque delicato -linea viola della foto-).

La guida in nostro possesso (Guida dei Monti Sibillini -Marco Florio, Maurizio Calibani-) valuta la versione invernale di questa via AD+.
Noi l’abbiamo trovata decisamente inadeguata, soprattutto se confrontata con altre vie del gruppo date della stessa difficoltà.
Le condizioni con le quali abbiamo affrontato questa salita erano buone, come erano ugualmente buone la settimana successiva sul Canalone Maurizi. Quest’ultima via, che si svolge come abbiamo detto sopra, sempre sul Pizzo del Diavolo solo dalla parte opposta, è molto meno impegnativa.
Questo è il motivo per cui ci è sembrato necessario differenziarle sostanzialmente in quanto a impegno complessivo, attribuendo al Canale Nord un grado abbondante in più.

Una volta giunti all’attacco, si inizia a salire, ricalcando fedelmente l’itinerario estivo (vedi salite su roccia).
Ci infileremo dunque nel camino iniziale, rimanendo sul fondo e sfruttando la bella colata di ghiaccio che ci troveremo di fronte.
Può essere utile, in certi punti aiutarsi con le pareti del camino per appoggiare i piedi e trovare buone posizioni di equilibrio.

Fatti questi venti metri circa di goulotte a 70/75 gradi, l’ambiente si allarga un po’e diviene appena meno ripido.
Continueremo allora tenendo la sinistra, percorrendo il canale intervallato da brevi saltini di ghiaccio, fino ad arrivare ad una sosta su di uno spuntone al centro di una biforcazione.

Insisteremo ancora a sinistra e faremo tre tiri abbondanti di corda (100/120mt) che alternano salti ripidi a tratti che fanno tirare un po’il fiato, fino ad un caratteristico forcellino.
Questo è un punto chiave della salita.
Le possibilità sono due:
1) scendere al di là del forcellino per una colata di ghiaccio molto ripida, risalire appena di fronte per uno stretto canalino-rampa ripidissimo di una decina di metri ed arrivare ad affrontare un caminetto inclinato e scomodo che ci porta, con cinque metri di IV grado (che possono essere durissimi se la roccia è vetrata) all’inizio del traverso con il quale noi siamo usciti (linea verde chiaro);
2) dal forcellino spostarsi a sinistra su un caratteristico ed esposto terrazzino e, tenendo sempre la sinistra, individuare via via i passaggi più facili rappresentati da caminetti con ghiaccio sul fondo e brevi paretine, fino a raggiungere un pendio meno inclinato dal quale si esce come sopra (forse la via originale e comunque quella che ricalca la salita estiva).

il ripidissimo canalino-rampa dopo il forcellino (foto Cristiano Iurisci)il ripidissimo canalino-rampa dopo il forcellino (foto Cristiano Iurisci)

Per uscire dalle difficoltà quindi, in entrambi i casi, traversare lungamente e senza particolari difficoltà verso destra, fino ad arrivare al pendio che porta in cresta e da lì in vetta al Pizzo del Diavolo

il camino inizialeil camino iniziale

Per la discesa percorrere la bellissima cresta che unisce il Pizzo del Diavolo alla cima del Redentore, volgere a sinistra a percorrere le creste che portano allo Zilioli e da là giù fino a Forca di Presta (c’è la possibilità di accorciare un po’la discesa se, prima di arrivare allo Zilioli tagliamo per il pendio appena sotto la Punta di Prato Pulito, che è l’ultima elevazione delle creste del Redentore in direzione dello Zilioli. Arriveremo così a prendere la via normale all’altezza del Vettoretto).

Monte Bove

parete nord del Monte Bove sud, canale Nord o 'Y'parete nord del Monte Bove sud, canale Nord o “Y”

la pendenza dei canalini che incidono la parete del Bove sud è sostenuta ma non estremala pendenza dei canalini che incidono la parete del Bove sud è sostenuta ma non estrema

Terminillo

passaggio aereo all'inizio della cresta, al di sopra delle roccettepassaggio aereo all’inizio della cresta, al di sopra delle roccette

all'attacco del canaleall’attacco del canale

in prossimità della crestain prossimità della cresta

il tracciato della viail tracciato della via

Tiziano sulla crestina che aggira le roccetteTiziano sulla crestina che aggira le roccette